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SCUOLA DI FIRENZE
Citta' di Firenze


MOSEL EGISTO (1787-1825), iniziato agli studi dal padre, pur non avendo avuto parte nella scuola fiorentina, merita di essere ricordato accanto ad essa per l'insegnamento che praticò in privato in Firenze, formandovi allievi che, come il Picchi, vi ebbero poi influenza. Sicuro improvvisatore, concertista di rara abilità, e capace di vincere le difficoltà più ardue in ogni genere di esibizione, si distinse anche per la particolare dolcezza e limpidezza, nonchè ampiezza di cavata. Fu stupefacente il suo portare e filare i suoni, del che pare si compiacesse col tempo eccessivamen­te. Se si fosse fatto conoscere all'estero avrebbe conseguito fama mondiale. Quanti ebbero modo di conoscerlo furono concordi nel definirlo artista d'eccezione. Inltre compose parecchi Concerti e lasciò note riduzioni di pezzi teatrali per parecchi strumenti. Fu per molti anni solista nella Cappella granducale di Toscana.


PICCHI ANDREA, allievo del Mosel, fu il primo ad occupare il posto di insegnante nel Liceo musicale di Firenze, restandovi dal 1840 al 1881. BALLERINI GIOVANNI, a sua volta allievo del Picchi e successo al maestro nella cattedra fiorentina dal 1881 al 1915, si distinse anche nella carriera concertistica.


PRESTINI GIUSEPPE (1875-1955), bresciano di nascita, allievo prima del Tramontano e poi del Gastelli, valente esecutore e compositore. Nei riguardi della tecnica oboistica fu, col Saetti, il primo a far conoscere in Italia l'Oboe Lorée, di cui seppe riconoscere le qualità superiori rispetto al tipo tradizionale italiano quando ancora vigeva la diffidenza verso il nuovo sistema. Ebbe carriera brillante in teatri nazionali ed esteri. Insegnò a Trento e a Ravenna. Nominato per concorso nel «B. Marcello» di Venezia nel 1911, vinse le cattedre di Palermo e di Firenze (in quest'ultima città sostituendo presso il Conservatorio «L. Cherubini» il Ballerini fino al 1944). Fu primo Oboe inoltre al Maggio Musicale fiorentino e al Comunale del capoluogo toscano. Sono largamente conosciute le sue numerose composizioni oboistiche, molte delle quali adottate nelle scuole di ogni paese e incluse nei programmi di diploma, di concorsi a cattedre o d'orchestre stabili. Superfluo ricordare qui quanto abbiamo elencato nella bibliografia sotto varie voci; interes­sante anche una breve storia degli strumenti a fiato. Tra gli allievi del Prestini ricordiamo: Riedmiller Tullio (v. scuola di Venezia), De Sanctis Federico, succes­sore del maestro nel Conservatorio di Firenze, Prestini Silvano (figlio di Giuseppe), insegnante del Liceo Musicale di Trento e quindi di Bolzano, Sorini Marino, Biondi Giovanni, ottimi elementi del Teatro Comunale di Firenze.


DE SANCTIS FEDERICO (1910-1980), continuatore del Prestini nella cattedra di Oboe dal 1950 alla sua morte nel 1980. Dal 1948 prima parte solista nel Teatro Comunale fiorentino, nonchè ripetitore nell'orchestra e anche direttore della stessa. Fra i suoi allievi vanno ricordati: Faldi Aldo, Benvenuti Sergio, Dal Canto Willy, Tagliabue Guido, Mutalipassi Eugenio, Ravenni, Patroniti Gaetano e Caldini Sandro. Dopo la morte del De Sanctis il posto di Oboe al Conservatorio è stato occupato da MARCO BRUNO (1956) che vi insegna tuttora. In seguito all'aggiunta di altre due cattedre (l'ultima nel 1982) si sono succeduti in questa scuola diversi insegnanti: nella seconda cattedra RAVENNI fino al 1978, poi WILLY DAL CANTO, PATRONITI GAETANO e attualmente BATTOCCHIO LUCIANO (1953). Nella terza cattedra insegna tuttora LORI PIETRO (1942): suo allievo da menzionare è Sarcina, 1° Oboe al S. Carlo di Napoli.


SCUOLA DI TORINO
Citta' di Torino


I fratelli Besozzi, di cui si è già parlato, benchè nativi di Parma, si possono tuttavia considerare tra i percursori della scuola torinese, per la loro dimora in Piemonte; non però veri fondatori, in quanto detta scuola ebbe i propri inizi soltanto nell'anno 1873.


POMPEI LEOPOLDO invece risulta il primo vero e proprio insegnante di Oboe nel Liceo torinese dal 1890, e nell'anno 1888-80 vi insegnò anche il Fagotto.


COLLINO FEDERICO (1869-1942), insegnò Oboe e Fagotto dal 1890 al 1895. Diede il meglio di sè nell'insegnamento pur essendo stato direttore ad interim della scuola dal 1916 al 1923, e nel 1900 avendo tenuto la cattedra di Armonia: dell'Oboe fu maestro per ben 46 anni. Come compositore scrisse un buon Quartetto per 3 Oboi e Fagotto (1894), oltre all'altra attività di operista, di scrittore di fiabe musicali e di pezzi pianistici e lirici per orchestra.


BONINSEGNI ROMEO, successe al Collino nella scuola di Oboe dal 1895 al 1906, anno in cui l'insegnamento tornò al Collino.


NORI PRIMO (1872-1942), allievo del Gastelli, professò l'insegnamento oboistico per trent'anni, dal 1907 al 1937. Fu pure prima apprezzatissima parte nell'orchestra della Radio di Torino. Fra i suoi allievi furono Basile Arturo e Maselli Remo. Da segnalare che nell'anno 1952 il Liceo musicale di Torino ottenne il pareggiamento, per passare a Conservatorio statale nel 1936.


TOPPO ITALO (1907-1961), occupò la cattedra lasciata da Nori nel 1937, mantenendola fino al 1960. Ebbe pure l'incarico nel Liceo musicale di Venezia nell'anno 1927-28, sostituendo il suo insegnante Riedmiller in congedo per malattia, nel Liceo Musicale di Udine dal 1928 al 1933, prima di trasferirsi da ultimo al Conservatorio torinese. Fu primo Oboe nell'orchestra di Radio Torino. Molto apprezzato anche come concertista, ebbe tra i suoi allievi: Bongera Giuseppe, che l'ha sostituito nel Conservatorio, Crozzoli Sergio (insegnante nel Conservatorio di Milano e primo Oboe ai «Pomeriggi Musicali» di Milano), Fighera Paolo (altro primo Oboe nell'orchestra Radio TV di Torino).


BASILE ARTURO (1914-1968), già menzionato, allievo del Nori, supplente per l'anno 1944, in seguito a grave malattia del Toppo. Fu ottimo esecutore, dedicatosi in seguito ad una apprezzata direzione d'orchestra lirica e sinfonica. Mori in un incidente d'auto quando era stato nominato direttore d'orchestra stabile al Teatro Regio di Torino.


BONGERA GIUSEPPE (1923-1988), successe nel 1960 al proprio maestro come insegnante nel Conservatorio «G. Verdi» insegnandovi fino al 1978. Ottimo didatta e solista, è stato per diversi anni 1 ° Oboe nell'orchestra Sinfonica della RAI­TV di Torino, riscuotendo apprezzamenti dai vari maestri italiani e stranieri per le sue qualità musicali. Suoi allievi sono: De Rosa Bruno e Oddenino Bruno.


ODDENINO BRUNO (1954), allievo del Bongera, insegna dal 1977 nella seconda cattedra del Conservatorio «G. Verdi» continuando la scuola del maestro. Ha vinto numerosi concorsi e audizioni nazionali e estere. Nel 1977 ha vinto il concorso per il posto di 1 ° Oboe nell'orchestra del teatro Regio di Torino, posto lasciato per dedicarsi all'insegnamento e alla musica cameristica e concertistica. Nel 1985 ha fondato con il maestro Mitò l'associazione «I Filarmonici di Torino» e la scuola di alto Perfezionamento Musicale con sede a Saluzzo, in cui egli ricopre il ruolo di Direttore Artistico. Nella scuola di Oboe del Conservatorio «G. Verdi» si sono succeduti altri insegnanti per diverso tempo Lori Pietro dal 1978 al 1984 e Zoboli Omar che ha lasciato questo posto per la cattedra presso l'Accademia Superiore di Basilea (Svizzera).


TRAMONTANO CIRO (1850-1909), nato a Napoli, capostipite della scuola romana nel senso più pieno, se si pensa che tenne il ruolo di 1 ° Oboe fino agli inizi del Novecento, con uno strumento assai meno fornito di chiavi di quanto lo fosse l'oboe del Vogt. Tale strumento della scuola romano-napoletana possedeva un unico portavoce, che per essere troppo basso produceva note crescenti, per cui veniva impiegato di rado, non presentava nè il mezzo buco nè l'anello del Fa diesis, aveva le sole doppie chiavi del Do e Re diesis, e nemmeno l'appoggio! Allievi del Tramontano maggiormente distintisi: Carlotti Alfredo (insegnante a Barcellona e Milano) e Prestini Giuseppe (v. scuola di Firenze).


SCOZZI RICCARDO (1878-1955), succeduto al Tramontano nella cattedra di Oboe nel 1910. Allievo del Fabbri nel Liceo Musicale «B. Marcello» di Venezia, ove si diplomò a 17 anni. Nel 1904 ebbe la nomina nel Liceo «G. Tartini» di Trieste, nel 1910 vincitore di concorso passò al Conservatorio di S. Cecilia di Roma dove insegnò fino al 1950. Alla morte del Tramontano lo sostituì nel ruolo di primo Oboe nell'orchestra dell'Augusteo (ora S. Cecilia), dalla quale preferì mai staccarsi e che mantenne per oltre quarant'anni. Concertista celebrato in Italia e all'estero, fu elogiato dai più grandi maestri del tempo, tanto che all'apice della sua carriera declinò le insistenze di Toscanini che l'avrebbe voluto con sè alla Scala. Merita di lui ricordare qualche episodio. Debussy quando diresse a Roma un concerto, dopo un «solo» dello Scozzi, scese dal podio e andandogli vicino gli disse: «Voi non suonate l'Oboe al modo francese, ma suonate divinamente! ». Un'altra volta, durante l'esecuzione del Concerto per Violino di Brahms, eseguì il «solo» del secondo tempo in maniera così mirabile che alla fine dell'esecuzione il celebre violinista Eugène Ysaye lo accomunò al proprio successo. Si dedicò per anni al miglioramento dell'Oboe italiano, sia per eliminarne i difetti, sia per conservarne le qualità. A tale proposito fece costruire un Oboe dalla Ditta Orsi di Milano, su sue speciali indicazioni, che pur mantenendo le indubbie prerogative dell'Oboe italiano, ne modificava in modo felice la cameratura così da gareggiare col sistema francese. Tale Oboe, indicato appunto come «Sistema Scozzi», fu indubbiamente uno strumento eccezionale. L'autore e didatta si assomarono nello Scozzi, autore molto apprezzato di una lunga serie di musiche, dalle didattiche elementari alle superiori per il perfezionamento strumentale, richieste per il diploma, come per i corsi a cattedre e per ruoli di prime parti nelle orchestre. Ci esimiamo di elencarli tutti qui, perché lo studioso rintraccerà le suddette opere nelle appendici bibliografiche. Tra i molti allievi dello Scozzi maggiormente si affermarono: Gasparini, Francesconi Alberto, Fiorini, Lorè Martino, Incagnoli Bruno (primo di Radio Roma e docente al Conservatorio dell'Aquila), Tomassini Giuseppe.


SCUOLA DI ROMA
Citta' di Roma


Scanniello Giuseppe, Accorroni Pietro, nonchè altri esimi cultori dello strumento con Ugo Portograndi, che hanno fatto il meritato onore al grande maestro. Una particolare menzione merita:

PAOLO RENZI. Nacque a Roma nel 1894 e mori a New York nel 1963. Dopo essere stato primo Oboe dell'orchestra del teatro dell'Opera di Roma si recò negli USA dove intraprese una brillante carriera che lo vide primo Oboe di numerose grandi orchestre fra le quali quella della NBC sotto la direzione di Toscanini dal 1943 al 1954.


TOMASSINI GIUSEPPE (1915-1987), succeduto nel 1950 al suo maestro nel Conservatorio di S. Cecilia, vi ha insegnato fino al 1976, continuando la rinomanza della scuola. È stato pure per vari anni l ° Oboe nell'orchestra di S. Cecilia. Tra i suoi allievi è segnalato in modo particolare Carlo Romano, Bruno Incagnoli, Loppi Augusto, 1 ° Oboe alla Scala di Milano, poi subentrato al suo maestro nell'orchestra di S. Cecilia. Dopo Tomassini, con l'aggiunta di altre cattedre di Oboe, si sono succeduti diversi insegnanti: Saldarelli Maurilio (1972-73), Marchi Maurizio (1978-79).


MANFRIN FRANCESCO (1943), che oltre ad essere insegnante dal 1982 presso questo Conservatorio si è particolarmente distinto come solista dell'Oboe. l ° Oboe nell'orchestra A. Scarlatti di Napoli, attualmente ricopre il posto di l ° Oboe presso l'orchestra Sinfonica di Roma. Ha partecipato a diverse edizioni delle «Settimane Internazionali» di Napoli e svolge attività cameristica con i «Solisti di Roma», 1'«Ottetto Italiano di Fiati» e l'«Accademia strumentale di Roma». Tiene pure corsi di perfezionamento presso l'Istituto «Cathy Berberian» di Agropoli.


SCUOLA DI VENEZIA
Citta' di Venezia


CALESTANI PIO (1848-1912), fu il capostipite della scuola. Iniziò con l'in­segnamento a Ferrara, fu dal 1878 al 1883 al Liceo veneziano, indi si trasferì a quello di Pesaro.


FABBRI NATALE (1862-?), tenne lungamente la cattedra a Venezia dal 1883 al 1910. Va ricordato fra i suoi allievi lo Scozzi.


PRESTINI GIUSEPPE (1875-1955), (v. scuola fiorentina) nel Liceo Musi­cale veneziano insegnò dal 1911 al 1915, per trasferirsi nella capitale toscana, dove raggiunse il limite del collocamento a riposo.


RIEDMILLER TULLIO (1892-1980), allievo del Prestini, ne assunse nel 19151a cattedra quando il proprio insegnante si trasferì, e nella scuola veneziana fu docente per un cinquantennio. Concertista e solista in Italia e all'estero, per oltre quarantanni tenne il ruolo di primo Oboe nell'orchestra della «Fenice» di Venezia. Meritò gli elogi dei più grandi maestri del tempo, per la bella voce all'italiana e per la qualità del fraseggio. AlIQvò nella lunga camera un gruppo di ottimi oboisti fra cui il menzionato Toppo (v. scuola torinese), Girardello Aldo, Caroldi Alberto, Bergamaschi Angelo, Trentin Giorgio, Caroli Livio, Cambruzzi Vladimiro, Bonelli Alessandro, Baldan Bruno.


ZANFINI RENATO (1916), allievo di Serafin, succeduto al Riedmiller a Venezia nel 1962, insegnò a Bolzano per poi passare al Conservatorio di Venezia. Concertista applaudito in Italia e all'estero, è stato 1° Oboe alla Scala di Milano e all'Opera di Roma. Per 25 anni è stato solista con i «Virtuosi» di Roma. Suoi allievi da ricordare sono: Manfrin Francesco, Wolf Ferrari Enrico, Galassi Arrigo, Bonelli Alessandro, Cesana Renzo.


BALDAN BRUNO, Allievo di Riedmiller e di Zanfini è succeduto a Riedmil­ler sia al posto di primo Oboe dell'orchestra del teatro «La Fenice» di Venezia che al posto di insegnante di ruolo di Oboe al Conservatorio «B. Marcello» di Venezia diplomando diversi allievi fra i quali Franco Volpe.


SCUOLA DI NAPOLI
Citta' di Napoli


PAESSLER CARLO (1774-1865), professò nel R. Collegio di Musica e fu concertista nella Cappella di Corte napoletana. Successe al Ferlendis nell'orchestra del Teatro Grande e nella Cappella Civica di Trieste. Ottimo didatta compose per Oboe i 24 Larghi (prezioso studio progressivo per il perfezionamento del legato), e i 6 e 18 Capricci importanti per il valore musicale e didattico e infine una Fantasia brillante variata (Op. 12) per Oboe e orchestra, usati tuttora nelle nostre scuole.


BELPASSO G. BATTISTA, oboista e flautista virtuoso, iniziatore della scuola partenopea, composte tra l'altro anche un interessante Metodo per Oboe. Tenne il ruolo di primo Oboe nella Cappella Reale dei Borboni e insegnò nel Conservatorio «S. Pietro a Maiella». Ebbe come allievi Falconi Luigi, De Rosa e Tramontano Ciro (di cui si è già trattato nella scuola romana).


FALCONI LUIGI, succeduto al proprio insegnante nella cattedra del Conser­vatorio napoletano, si segnalò particolarmente quale esecutore di Corno Inglese. DE ROSA, sucessore del Falconi nello stesso Conservatorio, continuò la scuola del Belpasso. Non si hanno di lui notizie precise.


CARAMIA FRANCO, insegnante per molti anni nel Conservatorio di «S. Pietro a Maiella»; anche di lui non si hanno notizie sicure causa lo smarrimento di documenti durante la guerra mondiale 1939-45. È ricordato come ottimo didatta e contemporaneamente eccellente primo Oboe al Teatro S. Carlo di Napoli. Appas­sionato della tecnica dello strumento, fece brevettare un proprio sistema di Oboe italiano ad anelli che tuttavia non ebbe molta diffusione.


SORRENTINO RAIMONDO, allievo del Caramia, ne continuò la scuola, contemporaneamente occupando il ruolo di primo Oboe nel Teatro S. Carlo di Napoli come il Maestro.


SCUOLA DI PALERMO
Citta' di Palermo


PASCULLI ANTONIO (1842-1924), fu insigne concertista e compositore, dotato di un'agilità sorprendente e forse insuperata. Anche nei suoi lavori predomina la grande tecnica. Sempre utili i suoi assai difficili 15 Capricci per Oboe dagli studi per Violino di P. Rode. Per Oboe e Pianoforte interessanti lo Studio caratteristico sullo staccato e l'altro su le Alpi. Fu didatta prima che a Palermo (fino al 1913) anche a Ferrara. Fra i suoi allievi: Pollicino Nicolò e Brandaleone Guido. Di PASCULLI si stanno riscoprendo e rivalutando le fantasie per Oboe e Pianoforte sui temi delle opere: Gli ugonotti-Elisir d'Amore -Poliuto- Favorita-Il Pirata- La Sonnambula -1 Vespri Siciliani - Rigoletto - Un Ballo in Maschera. Il «ricordo di Napoli» per Oboe e Pianoforte e 1'«Omaggio a Bellini» per Corno Inglese e Arpa.


BRANDALEONE GUIDO, successe al Pasculli nell'insegnamento della scuola palermitana: oboista e compositore di notevole interesse, compose 12 Studi e Sei Capricci.


AJOSA ANTONIO, esso pure docente nella scuola palermitana, ed anch'egli strumentista e compositore, ci ha lasciato gli assai utili Otto studi sulla tecnica moderna.


PETRONACI DOMENICO (1917-1986), allievo del Brandaleone, è stato 1° Oboe nell'orchestra della RAI, del Teatro Massimo di Palermo e dell'Eaoss. Come solista ha partecipato ai Festivals Musicali di Taormina e Spoleto sotto i più insigni maestri direttori. Lodato per le sue capacità interpretativa, tecnica ed espressiva, ha suonato nei più grandi teatri Europei riscuotendo apprezzamenti per il suono robusto di eccezionale e rara bellezza. Dedicatosi all'insegnamento tenne la cattedra al Con­servatorio Bellini di Palermo sino alla morte.




Concorsi e rassegne

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