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FERLING FRANCESCO GUGLIELMO (1796-1874), ottimo oboista, lasciò Studi e Concerti per oboe e un Duo concertante per due oboi. Due suoi figli furono pure buoni oboisti. GUSTAVO (1835-1914), che fu insegnante di pianoforte al Conservatorio di Stoccarda, ROBERTO (1843-1881) che fu musicista da camera alla corte di Pietroburgo. |
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BROD ENRICO (1799-1839), francese, famoso esecutore dello strumento, si occupò anch'egli delle modifiche allo stesso, mirando in special modo a conseguire rotondità di suono. Si deve al Brod la ultimissima invenzione della macchina per sgurbiare (ossia assotigliare) la canna destinata alla lavorazione delle ance, sì da rendere più regolare e sbrigativa l'operazione preliminare della trasformazione del tubo rotondo nei pezzi da destinare alle ance. Scrisse parecchi pezzi per Oboe, Concerti e brani diversi con accompagnamento di pianoforte, e inoltre un buon Metodo in tre parti. |
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LAVIGNÈ ANTONIO GIUSEPPE (1816-1886), francese, fu allievo del Vogt nel Conservatorio parigino. A lui spetta il merito di aver applicato parzialmente gli anelli più necessari alla digitazione dello strumento, secondo quello che avevano fatto Gordon e Bòhm al flauto. Ebbe parte importante per molti anni nell'orchestra «Halle» di Manchester. |
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BARRET APOLLO (1804-1879), francese, fu anch'egli allievo di Vogt nel Conservatorio della capitale francese. Appena conseguito il diploma coprì il ruolo di primo Oboe del Teatro Odéon di Parigi, quindi passò all'Opéra Comique e da essa all'Opera italiana di Londra ove rimase fino a pochi anni prima della scomparsa. Fu il primo ad usare l'Oboe Triébert detto «Conservatorio», che, perfezionato, è lo stesso sostanzialmente in uso ancora oggi, ed al quale s'è detto che si può far risalire il decisivo perfezionamento del nostro strumento avvenuto in Francia, anteriormente agli ultimi apporti. Il Barret compose un Metodo originalissimo, in lingua inglese (ora pubblicato anche in francese e spagnolo), diviso in tre volumi e corredato di una estesa parte teorica, di ampia gamma di scale, studi preliminari, esercizi vari, infine di 4 Sonate e 15 grandi Studi.. |
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VENY L. ANTOINE, fu per molti anni nell'Opéra di Parigi.Assai si distinse nelle frequenti esibizioni concertistiche in Parigi stessa come nelle altre città della Francia. Tra le sue copmposizioni più degne di nota figurano i 20 Studi melodici con accompagnamento di Piano. |
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SOLER PIETRO GIOACCHINO RAIMONDO (1810-1850), spagnolo, completò la propria formazione a Parigi nel 1836. Vinse il l ° premio e operò quale Oboista nell'orchestra dell'Opéra Comique e fu un convinto sostenitore del Sistema Bòehm, tanto che gli riuscì di coinvolgere in questa esperienza anche Enrico Marzo. MARZO ENRICO di Madrid, fu famoso Oboista e insegnante. Fondò nel 1870 una scuola con tabella di impugnatura riferentesi al Sistema Bòehm dell'Oboe. LUFT ENRICO (1813-1868), nato nel Magdemburgo, visse come maestro di musica in Livonia; dal 1839 al 1860 fu solista nella cappella di Pietroburgo. Lasciò composizioni e studi di assai pregio e utilità ancora presentemente adottati nelle scuole musicali nostre; riuscitissimo un suo pittoresto Concerto su temi nazionali russi. |
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VERROUST LUIGI (1814-1863), nato nel nord della Francia, oltre che oboista, buon compositore, allievo del Vogt nel Conservatorio di Parigi, a lui successe nel 1853 rimanendovi per un decennio. Fece parte delle orchestre dell'0péra francese e dell'Opera italiana. Esecutore valentissimo, fu non meno dotato di talento che di finezza di gusto nei numerosi lavori compositivi pubblicati a Parigi da diversi editori. |
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TRIÉBERT CARLO LUIGI (1810-1867), francese anch'esso appartenente alla scuola di Vogt, fu dal 1826 al 1830 applaudito concertista e per molti anni solista nel Teatro Italiano e nella Società dei Concerti di Parigi; Succedette nel 1863 al Verroust nel Conservatorio parigino rimanendovi fino al 1867. Migliorò e perfezionò in modo particolare l'Oboe, nonchè il Corno Inglese e l'Oboe Baritono applicando le chiavi ideate dal Bóemh, per il che si meritò un alto riconoscimento all'esposizione universale di Parigi del 1885. |
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BARTHELEMY F. CHARLES (1829-1868), ebbe la più brillante carriera distinguendosi all'Opéra e alla Società dei Concerti. Il Conservatorio parigino lo ebbe come reputatissimo maestro alla morte del Triébert nel 1867, al quale sopravvisse un solo anno. |
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COLIN C. JEAN (1832-1881), studiò nel Conservatorio di Parigi approfondendosi in più campi musicali, a 20 anni vinse il premio per l'Oboe, l'anno successivo quello per l'accompagnamento, a 22 quello per l'organo. Nel 1857 conseguì anche il secondo premio di Roma. Insegnò al Conservatorio, all'Accademia dal 1868 al 1881. Molti i concerti e i pezzi vari per Oboe e Pianoforte da lui composti, fra i quali i famosi «soli da concerto». |
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GILLET GEORGES (1854-1924), nato a Parigi, successe al Colin quale professore nel Conservatorio di Parigi dal 1881 al 1910. Fu in questo periodo che introdusse l'Oboe «a piattini» (plateaux) n. 6 bis (creato da Lorée, ma sempre in sostanza disceso dalla creazione Triébert) come strumento standard per gli allievi. Già a quindici anni aveva vinto il premio di Oboe del Conservatorio e a 20 suonava come solista nel Teatro Italiano, in seguito dal 1878 al 1904 all'Opéra. Ebbe alla morte del Colin la direzione del Conservatorio parigino. Fu meritatamente celebre e uno dei più grandi strumentisti del suo tempo. Fu spesso ammirata la sua dolcezza di suono, come pure la sua abilità tecnica, di cui sono prova le molte composizioni, fra le quali spiccano i 25 Studi, non facili ma di grande interesse, che fanno sempre parte del programma di diploma del tirocinio scolastico. Nel periodo in cui tenne la cattedra nel Conservatorio di Parigi, il Gillet ebbe ben 65 alunni che si diplomarono, fra i quali il suo degno successore al conservatorio stesso. |
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BENDIX OTTO (1845-1904), Oboista e pianista danese. Dopo aver iniziato gli studi in patria li proseguì a Berlino e a Vdeimer con Liszt. Tornato a Kopenaghen, insegnò per breve tempo pianoforte al Conservatorio e fu Oboista di un teatro nell'orchestra cittadina. Nel 1880 emigrò negli Stati Uniti e si stabilì a Boston. Nel 1895 si trasferì a S. Francisco, fondandovi una propria scuola. Come concertista riscosse successo sia in Europa che in America. |
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BAUMGARTEL (1858-1914), entrò quale Oboista nel 1880 all'Opera di Vienna. Valorizzò gli Oboi di Carl Golde, che all'epoca rappresentavano nella costruzione di Oboi tedeschi il gradino più avanzato. In collaborazione con il costruttore Joseph Hajek (1849-1926), Baumg~rtel potè ulteriormente migliorare questo modello. |
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WUNDERER ALEXANDER (1877-1955), riprese il modello valorizzato da Baumgàrtel e suonò dal 1900 al 1932 nell'orchestra Filarmonica viennese. L'Oboe Viennese subì ulteriori modifiche e trasformazioni, fino alla forma che è tuttora in uso alla Filarmonica di Vienna. Tuttavia l'uso di questo tipo di Oboe presenta alcuni problemi perché gli studenti che hanno studiato alla Accademia Viennese possono suonare solo nelle orchestre che utilizzano questo tipo di strumento, il che vale a dire soltanto a Vienna. |
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BLEUZET L.F.A. (1874-1941), francese, allievo del Gillet, succedette al proprio insegnante nel 1919, rimanendovi fino al 1941. Ottimo solista e primo all'Opéra e alla Società dei Concerti, possedette un grande talento musicale. Scrisse varie composizioni originali per Oboe e trascrizioni da Classici per i giovani oboisti. BAJUX PIERRE (1899), francese, succedette al Bleuzet nel Conservatorio intorno al 1941. Esecutore e solista ineccepibile, gli si deve un Metodo con le posizioni dell'Oboe e del Corno Inglese, sia a piattini che ad anelli. Trascrisse inoltre in quattro fascicoli passi difficili di ouvertures e sinfonie e curò numerose revisioni. TABUTEAU MARCEL (1887-1966), iniziò gli studi al Conservatorio di Pargi ove fu allievo di Gillet diplomandosi e conseguendo il primo premio. Si trasferì poi negli Stati Uniti dove fu primo Oboe nell'orchestra Sinfonica di Filadelf a. Nel 1925 nel corso di una rappresentazione del Tristano attirò l'attenzione di L. Stokovski che lo invitò nell'orchestra da lui diretta come primo Oboe. Insegnò dal 1924 al 1934, cioè fino al giorno in cui si ritirò al «Curtis Institute» di Filadelfa. Tra i suoi allievi si ricordano John Lancie, dal 1946 primo Oboe nell'orchestra Sinfonica di Filadelfia, e Harold Gomberg. |
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