mantenendo
peraltro un indispensabile ruolo in orchestra (da due nell'orchestra
settecentesca a quattro in quella tardoromantica, lungo un arco
di tempo nel quale l'oboe era passato dalle tre chiavi iniziali
ad un completo sistema di chiavi e leve, elaborato soprattutto
per merito dei costruttori francesi e tedeschi).
Il
timbro dell'oboe è leggermente nasale, incisivo
e penetrante, adatto alla cantabilità più che
al virtuosismo tecnico. Tra i compositori che scrissero per
oboe ed orchestra vanno citati
Vivaldi,
Albinoni,
A.
Marcello,
R.
Strauss. Altri strumenti della famiglia sono il CORNO
INGLESE e lo HECKELPHON.
OBOE DA CACCIA: strumento di forma ricurva, usato tra
gli altri da Bach, che costituisce il diretto antecedente del
corno inglese (intorno all'inizio del sec. XVIII).
OBOE D'AMORE: strumento simile all'oboe per forma e
timbro (eccezion fatta per il padiglione piriforme) ma intonato
una terza minore sotto. Ebbe origini in Germania verso il 1720
e fu usato da Telemann, Bach, Strauss, Ravel ed altri compositori.
Nella terminologia organologica, si intende per oboe qualsiasi
strumento aerofono ad ancia doppia e canneggio conico.